Pagani & Caluri, due toscanacci all'assalto del Vaticano

di Marco Rizzo | tutti gli articoli dell'autore
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Forse la Toscana, come ha detto tempo fa un esponente del partito del fidanzatone d'Italia, è "il buco nero della democrazia". Non c'è nulla di strano quindi che da quel buco nero siano usciti fuori due ragazzoni livornesi, cresciuti nell'humus del laicismo e del PCI, e tirati su con l'umorismo sprezzante e allo stesso tempo intelligente tipico di quelle parti. Emiliano Pagani e Daniele Caluri si sono fatti le ossa sulla dissacrante rivista il Vernacoliere, per poi camminare con le proprie gambe grazie in particolare al successo del violento, sessuomane e iconoclasta esorcista Don Zauker. La settimana scorsa vi abbiamo presentato la prima parte della nostra chiacchierata. Ecco di seguito la seconda e ultima parte.

Mi sembra che grazie a un uso di internet intelligente, tra video su youtube e profili su Facebook, Don Zauker sia diventato un fenomeno non più solo “locale”, legato alla Toscana e al vostro vernacolo. Siete consapevoli di ciò? Che debito avete verso internet? Non è necessario quantificarlo in euri.

Emiliano Pagani: Don Zauker non è mai stato un fenomeno legato al nostro vernacolo. Il fatto che le prime storie fossero pubblicate sul Vernacoliere può averlo fatto pensare, ma Don Zauker è scritto al 90% in italiano, quindi è fruibile da tutti. Ne sono prova le edizioni francese e spagnola. Detto questo, sì, internet è stato fondamentale per la diffusione del personaggio e la nostra affermazione come autori non solo di fumetti ma anche di satira.

Daniele Caluri: La cosa curiosa è che non abbiamo mai anteposto la convenienza al divertimento. Voglio dire: se pensiamo alle diverse sezioni del nostro sito e ai vari video postati su YouTube – il principale fra i quali quello sull’otto per mille, linkato anche dall’Unità – possiamo sostenere che lo abbiamo fatto per la valvola di sfogo di cui sopra. La convenienza ne è soltanto una derivazione. Certo, questo ci ha permesso di estendere i nostri fumetti fuori dal perimetro regionale e raggiungere in un attimo una marea di lettori, anche perché su donzauker.it i nostri fumetti li vendiamo. E per un personaggio scomodo come Don Zauker è, se non l’unica, la migliore soluzione.

Per il Pagani: da X-Nerd, da buon nerd, mi aspettavo una presa in giro dei supereroi, e invece non solo non si tratta solo di quello, ma neanche di una satira sociale sui nerd. In verità mi pare che sia stato un pretesto per parlare, ancora una volta e ancora una volta senza peli sulla lingua, di riccastri e gentaglia senza scrupoli. Era questa l’intenzione iniziale?


EP: Sì, la parodia, la presa in giro non m’interessa, anzi mi fa proprio schifo. Lo scopo di X-Nerd è quello di parlare del potere e di come esso tenda a controllare le informazioni per manipolare le coscienze delle persone e il loro modo di vedere il mondo. In pratica ci sono tutti i temi della satira, inseriti però nel mondo dei fumetti di super eroi dove ricchi industriali si ergono a paladini del mondo libero per il semplice fatto di indossare un’attillata tutina multicolore e passare le notti a correre sui tetti per picchiare altri idioti, con altre tutine multicolore. E questo mentre, nella loro vita da persone normali, sfruttino i lavoratori, deturpino l’ambiente, manovrino i politici etc... Insomma, nei fumetti esistono Bruce Wayne e Tony Stark, nella realtà abbiamo Marchionne, per dire...

Per il Caluri: quanto contribuisci alle sceneggiature del tuo pard? Siete praticamente anche co-autori dei testi o tu sei solo quello bello e bravo a disegnare?


DC: Così mi fai arrossire, scioccone.
No, no, i testi sono di Emiliano; il mio contributo fa parte di un gioco, in cui l’uno tiene sulle spine l’altro e gli presenta la sua parte solo quand’è finita, per farlo ridere. In pratica Emiliano mi consegna la sceneggiatura, già completa di tutto, e sa che io… diciamo la cesello, la guarnisco. Poca roba: i miei interventi si limitano a piccole modifiche nei dialoghi, nella scansione delle vignette, nelle inquadrature, raramente nel montaggio. E lo faccio solo se secondo me la storia o la sequenza migliorano, diventano più salaci, nel rispetto dell’andamento generale della vicenda.
Emiliano lo sa e non vede l’ora di vedere le tavole finite.
A volte, a lavoro finito, concordiamo insieme ulteriori modifiche, finché non ci sembra che meglio non venga. 

Sul vostro sito da qualche tempo è presente questo sondaggio: Quale futuro incarico di responsabilità affidereste a Walter Veltroni, per costruire un’opposizione credibile?
Trovandoci su L’Unità, credo sia appropriato che ci diciate la vostra risposta.


EP: Secondo me il futuro di Veltroni è nel cinema che il buon Walter ama tanto.
Ormai è diventato una figura deprimente come i vari protagonisti dei film di natale.
Un bel cinepanettone, con tanto di ricchissimo cast, che veda impegnati insieme a lui e ai soliti tapinacci, anche i vari Calearo, Ichino, Colaninno, Letta, etc...dal titolo “Natale in...”
Lascio ai suoi elettori decidere dove.

DC: Premesso che per quanto mi riguarda Veltroni sarebbe adattissimo come truccatore di salme, se proprio volessimo insistere a considerarlo nell’alveo dell’opposizione, il miglior ruolo da affidargli sarebbe quello di transfuga nel PDL. Praticamente un trojan.
17 gennaio 2011