di Marco Rizzo
Da qualche mese il mondo del fumetto è agitato da discussioni, rivendicazioni e proposte di alcuni autori, talvolta forse poco noti a un pubblico distratto, riguardo all’altra faccia del “mestiere fumetto”. Dietro le tavole sceneggiate o disegnate, ci sono professionisti che si scontrano con meccanismi di produzione talvolta raffazzonati, solitamente poco remunerativi. Periodicamente, gli autori si alzano in piedi per chiedere stabilità, diritti o a volte solo rispetto per un mestiere che talvolta passa inosservato anche ai lettori stessi e che spesso è fondamentalmente precario per sua stessa natura. Nulla toglie che sia legittimo richiedere tutele e garanzie di base in un mondo come quello dell’editoria, per quanto specializzata, che pur non vedendo enormi flussi di denaro (se non a certi livelli) dovrebbe considerare maggiormente i propri lavoratori.

Nel corso del 2010 il fumettista palermitano
Claudio Stassi (a destra in autoritratto) presto accompagnato da altri colleghi, ha lanciato una serie di iniziative di stimolo per una ricerca di una soluzione che parti da una sorta di “associazione di tutela” e, soprattutto, dalla base di un “contratto tipo”. Qui di seguito una chiacchierata (prima parte di due) con l’autore, che tra l’altro è autore del generoso ritratto del sottoscritto che vedete qui su, affianco al titolo del blog.
Ricordo inoltre che durante la Fiera del Fumetto di Napoli
COMICON (che avrà inizio domani) sabato 30 aprile nella sala dell'Auditorium di Castel Sant'Elmo dalle 13:00 alle 15:00 lo stesso Stassi insieme a vari autori (tra cui i mostri sacri
Ivo Milazzo e
Aldo Di Gennaro) discuteranno sul tema in un incontro dal titolo “Associazione dell’immagine per un percorso condiviso”. Maggiori informazioni
qui.
È un’esigenza contingente o un opportunità data da una particolare situazione quella di riunire gli autori di fumetto verso una causa comune come quella di un “contratto unico”? Insomma, non se ne poteva più oppure era il momento giusto?
Diciamo che la prima è stata la conseguenza dell’altra.
In rete tempo fa mi ritrovai a discutere con vari autori che lamentavano paghe basse, perdite di diritti sull’opera, nessun diritto per le pubblicazioni estere, lavoro eseguito senza contratto, “licenziamenti” di autori su progetti di serie senza neanche essere pagati o cambi di paga da parte dell’editore a metà lavoro già completato. Potrei citare molti altri casi che sono stati discussi con altri colleghi, ma MOLTI altri. La cosa più logica da fare mi è sembrata quella di smettere di lamentarci e cercare tutti assieme di scrivere NOI un “contratto tipo” che sia da guida non soltanto agli autori, ma anche agli editori. Un contratto ovviamente che potrebbe anche subire delle variazioni in funzione delle scelte prese tra le parti, ma che tenga in calce alcuni diritti indiscussi per l’autore.
Alla scorsa Lucca Comics & Games di novembre avete raccolto diverse testimonianze, nella conferenza che ha dato il “la” al confronto proseguito poi virtualmente. Quali sono, brevemente, gli esempi concreti mostrati lì come nei confronti successivi che avete preso come spunto?
Guarda, quell’incontro è stato appunto il “la”. Quello che volevo, era mettere sul tavolo autori che con la propria esperienza, non soltanto parlassero dei problemi, ma che dessero anche qualche “consiglio pratico” su come migliorare il meccanismo editoriale. Ricordo la proposta di Otto Gabos che accennava sulla necessità di una maggiore promozione degli albi da parte degli editori (e anche degli autori) con idee nuove ed originali non limitandosi soltanto all’inserimento della copertina sul catalogo on-line. Ricordo la proposta di Matteo Casali di inserire (come negli USA) pagine di pubblicità dentro il fumetto in modo da ammortizzare le spese degli editori, ricordo l’esperienza dei ragazzi di Pic-Nic su come un percorso editoriale possa trovare soluzioni diverse e innovative se non ci si ritrova nelle regole dell’attuale mercato editoriale, ricordo Daniele Pignatelli che proponeva delle regole nuove per la distribuzione (altro punto dolente) e per la vendita nelle fiere delle novità, ricordo soprattutto l’intervento di Ivo Milazzo che facendo luce sulle attuali leggi nel campo editoriale accennò ad una “scossa ideologica comune” che possa darci la possibilità di dire la nostra concretamente e attivamente. Partendo da lì, con mail successive, telefonate e chiacchierate skype abbiamo deciso di concentrarci su due punti: il “Contratto tipo” e la creazione di un’ Associazione Fumettisti.
Ad oggi, qual è la conclusione? Che obiettivi si prefigge un’associazione di “autori di immagine”?
Premetto che l’Associazione AI è la creazione di una nuova realtà associativa. L’accordo, in estrema sintesi verte nel riformulare l’attuale statuto dell’Associazione AI e riscriverne uno con nuovi punti strutturali e nuovi obiettivi congiunti. Considerando le annose riserve che attanagliano la categoria degli 'autori', bisogna evidenziare un fatto importante: l'Associazione Illustratori con il nuovo Statuto NON intende allargarsi e accorpare gli altri rappresentanti della categoria, ma CAMBIARE la propria struttura nel suo essere e divenire.
Gli obiettivi sono molteplici alcuni, già presenti sul vecchio statuto dell’Associazione, verranno ripresi e mantenuti (lo trovate
QUI), altri punti verranno creati anche in base all’esigenze che gli autori stessi chiederanno concretamente all’Associazione. Il processo è in itinere. Lo stesso “Contratto Tipo” ad esempio discusso in rete da circa una cinquantina di autori e addetti ai lavori, verrà studiato e migliorato giuridicamente dall’avvocato dell’Associazione, in modo che tutti i punti siano rispettosi delle leggi vigenti.
In che modo una soluzione come questa potrebbe evitare gli errori del passato e reinventarsi, visto che pare ricordare parecchio esperienze precedenti?
La proposta di Associazione che nacque diversi anni fa, non cadde ne baratro ma si trasformò in quello che oggi conosciamo tutti come
SILF. Una struttura sindacale che nel bene o nel male ha avuto dei ruoli di primo piano nel panorama fumettistico portando avanti anche delle cause giuridiche importanti. Oggi è in fase di ricostruzione. Non è interesse dell’Associazione sostituirsi al SILF, è interesse dell’Associazione collaborare concretamente con il SILF.
(prossimamente on line la seconda parte)
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