Don Zauker, l'abito non fa l'esorcista

di Marco Rizzo | tutti gli articoli dell'autore
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Pochi giorni fa, lunedì per essere precisi, Benedetto XVI è apparso ornato da decorazioni natalizie e ha detto che l'educazione sessuale e quella civile minacciano la libertà religiosa. Credo che il suo punto di vista sia più comprensibile se si inverte la frase: la libertà sessuale e civile sono minacciate dall'educazione religiosa.
Al di là dell'opportunità da parte dei capi di stato a cui il papa si è appellato di prestare ascolto a certe uscite nonsense, verrebbe quasi da temere per i posti di lavoro di insegnanti di educazione civica e sessuale, pericolosi agenti della secolarizzazione. Se non fosse che magari stanno già a casa grazie alla Gelmini.

Forse anche i due loschi figuri che intervistiamo rientrano tra le minacce alla libertà religiosa, di certo preferiscono la libertà sessuale. E anche quella civica, dai. Sono lo sceneggiatore Emiliano Pagani e il disegnatore Daniele Caluri, fumettisti toscani “di culto” (appunto) che quando lavorano in coppia si firmano “i Paguri”. Hanno graziato per anni le pagine del Vernacoliere, Caluri inventando personaggi come Luana la bebisìtter, Fava di Lesso o Nedo, Pagani con la Famiglia Quagliotti e varie rubriche sulla storica rivista. Il disegnatore ha collaborato anche con alcuni editori francesi nonché con la Sergio Bonelli, illustrando alcuni episodi di Martin Mystère, mentre proprio di recente Pagani ha dato alle stampe per i tipi di Double Shot il comico/supereroistico X-Nerd (insieme agli artisti Laca e Andrea Piccardo).
Ma oggi li intervistiamo in quanto creatori del pluripremiato Don Zauker,  l’iracondo esorcista dai modi brutali e grande amante delle donne (per usare un paio di eufemismi) pubblicato prima sul Vernacoliere poi in volumi inediti da Double Shot e Planeta DeAgostini. Dal sito ufficiale del personaggio, tra l’altro, hanno contribuito alla causa dell’educazione religiosa con chicche come il “Nuovo calendario dei papi”, la campagna a favore della costruzione di una statua di Don Zauker nel porto di Livorno o il noto video sull’8x1000.

Per rompere il ghiaccio, vorrei sapere subito se è una casualità la presenza di questa pubblicità sul sito di Don Zauker.






















A me non sembra.

Emiliano Pagani: No, non è affatto una casualità. Infatti è necessario risolvere tutte le eventuali disfunzioni erettili, prima di votare Silvio Berlusconi e poter finalmente leggere le riviste di centro-destra, con l’immagine della candidata pdl del mese, nel paginone centrale.
In verità, come abbiamo già spiegato in un’apposita pagina di Faq(off) del nostro sito donzauker.it, non siamo noi a decidere gli annunci, ma un programma di Google che controlla le parole più ricorrenti tra i contenuti del sito e inserisce un annuncio, a suo giudizio, pertinente.
Da questo si deduce che parliamo più che altro di cazzi mosci e del nostro Presidente del Consiglio.
Chissà se esiste un nesso tra le due cose...

Torniamo seri. O quasi.
Chi dei due ha fatto il chierichetto? Confessate. Quando leggo Don Zauker mi sembra di scorgere una conoscenza non tanto velata del mondo della chiesa e della routine ecclesiastica.


EP: Io non ho mai fatto il chierichetto, non ho mai servito messa e non ho mai frequentato gli ambienti clericali. Può sembrare strano, visto che sono io a scrivere le storie, ma è così. E questa è la prova che l’impronta della Chiesa Cattolica è talmente presente in tutti gli aspetti della nostra società che anche un reietto senzadio come il sottoscritto può, semplicemente con un po’di spirito di osservazione, passare per fine teologo.
In fondo basta dire tutto quello che passa per la testa, dargli autorità con citazioni a caso e sostenerlo con la giusta convinzione perché qualcuno che non aspetta altro sia pronto a inginocchiarsi. In fondo, “Brian di Nazareth”, il film definitivo sulla religione, parla chiaro, no?

Daniele Caluri: Io invece il chierichetto l’ho fatto davvero, per un annetto; fino alla cresima ho perfino attraversato la fase da credente. Ma sai, da bimbo credevo anche a Babbo Natale, la Befana, Zorro e Sandokan, e insieme a Dio e a qualche altro personaggio popolavano il fantastico mondo della mia fervida fantasia.
Poi son cresciuto, ho cercato risposte e ho cominciato a pensare con la mia testa. E, parrà strano, mi son sempre trovato bene.

Una curiosità: nelle vostre storie gli spunti, neanche tanto suggeriti, spesso sottoposti a raffica nei dialoghi, vengono portati a galla dall’attualità. Ma quando leggete i giornali o ascoltate i tg, riuscite ancora a incazzarvi, o pensate subito a come porre la realtà sottoforma di satira?


EP: No, no, riusciamo a incazzarci, eccome! Diciamo che viaggiamo a fasi alterne tra l’incazzatura e la depressione. Per noi la satira è una valvola di sfogo, l’unica che abbiamo, per cercare di reagire allo schifo che ci circonda. E’ il nostro meccanismo di difesa.

DC: Purtroppo è anche il nostro principale generatore di frustrazione. Non immagini quanto sia deprimente cercare soluzioni sempre più assurde, grottesche ed estreme nei nostri fumetti, e vedere, con grandissima amarezza, come non si riesca neanche lontanamente a superare la realtà.

A giorni sarà on line la seconda e ultima parte dell'intervista. Nel frattempo potete andare a trovare i Paguri su www.donzauker.it e il sottoscritto sempre su Facebook o Twitter.
12 gennaio 2011